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Comunicare in campo medico: ne parla UILDM Genova onlus in un convegno

Come comunicare al paziente la diagnosi di una malattia neuromuscolare? Nel parlano medici e psicologi nel convegno organizzato da Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (sezione di Genova) sabato mattina 6 ottobre 2018 a partire dalle 9,30 presso l’Hotel Mediterranee (via Lungomare di Pegli, 69, Genova).

La comunicazione gioca un ruolo importante in ogni ambito, ma diventa fondamentale quando ad essere comunicati sono temi delicati che investono la sfera personale ed emotiva delle persone, come la diagnosi di una malattia. La capacità di reazione nel ricevere una brutta notizia può essere messa in relazione al modo in cui ci viene comunicata, alla sensibilità dell’interlocutore nel fornire al paziente le risorse e gli strumenti adeguati per affrontare la diagnosi.

Il Convegno La Comunicazione della diagnosi nelle malattie neuromuscolari affronta il tema sotto diversi aspetti. Dopo i saluti di Andrea Rivano e Ornella Occhiuto, rispettivamente Direttore Generale e Presidente di UILDM Genova onlus, interverranno Paola Mandich (professore ordinario di Genetica Medica, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università, Genova), Carlo Minetti (primario del Reparto Neurologia pediatrica e Malattie Neuromuscolari dell’Istituto Gaslini, Genova), Paola Lucchini, psicologa e psicoterapeuta, responsabile Comparto Formazione e Supporto Psicologico Centro A.QU.A., Milano), Romina Trufelli (psicologa e psicoterapeuta Fondazione Serena, Centro NeMO Arenzano Ospedale La Colletta). Chiuderà l’incontro Alessia d’Agostino, responsabile dello Sportello Psicologico UILDM di Genova raccontando il punto di vista degli attori in gioco, attraverso un’esperienza di focus group presso l’Associazione.

La comunicazione della diagnosi, nei casi di disabilità complessa e di patologie genetiche e croniche – spiega Alessia D’Agostino psicologa e psicoterapeuta - rappresenta per le persone coinvolte e per i loro familiari un passaggio estremamente delicato e doloroso. Il rischio che questo momento venga affrontato in una condizione di solitudine e impreparazione può compromettere il progetto di vita e il futuro percorso riabilitativo del paziente. Questo convegno può fornire stimoli e indicazioni concrete per pensare alla comunicazione della diagnosi come punto di partenza di una serie di percorsi di sostegno sia sul piano medico sia su quello psicologico e socio-assistenziale, più vicini ai bisogni dei pazienti e dei loro familiari”.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

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